Sbràita Paolucci!

Beh, un vero casino. A pensarci non dovrei sbraitare troppo visto che ci sono già tutti. Ma posso farcela a sbraitare ben forte o piano, molto piano. Scansione lenta, piu' sicura e notturna...

giovedì 8 settembre 2011

Le vecchie facce

Eccola lì fragrante di lampada. Quando le vedi insieme in qualche androne, tra vicoli, scale, dall'ascensore, fuori con la cicca. Il rossetto è scuro e screpolato, un pò di saliva bianca rappresa e filante sugli angoli delle labbra, l'alito è cattivo e sa del catrame di fumo deposto tra i ponti e le carie rimesse, fili di rughette sopra il labbro e sottile peluria scura, cavi e nodi di rughe sul collo, seno di mollo sopra il bottone della camicia, quello che una volta incollava lo sguardo su tensioni da strappo. L'inizio della poppa è smagliato con un chè di lentiggia, venature rugose in crepe più chiare discendono. Parli tanto di come il Capo fosse esigente, di come ti voleva sempre e scattano risolini compiaciuti complici da bagasce in crocchio. Non c'è differenza nei gruppi se poi al cesso ci vai e non passi la spazzola sul tuo profumo meno richiesto. Uscendo si guarda eccome. Tanti anelli di mezzo valore, con le pietre colorate a due per dito, il foulard e la borsa piena che contiene una galassia e il suo buco nero. Tanto non lo trovi il lucida labbra e invece gli occhiali sì perchè ci vedi meno, hai una montatura colorata e la catenella e sei tutta profumata, troppo da stordire, giusto per fuggire. La tua voce è più bassa quasi roca e qualche vertebra è piu' schiacciata. Adesso hai dei dolori.
(Hai sognato che l'assassino di notte entra nella tua stanza e scopre lentamente il tuo terrore con una lama affilata e sottile che raggiunge al buio i tuoi spazi più oscuri, scava quelle ossa fino a incontrare le vertebre per cercare di staccarle una dall'altra e ridarti il dolore che sfinisce, la lama stacca a dovere e s'impenna per un'allegria d'acciaio, la pelle intorno alle ossa viene distratta dal sangue riuscito e corde di tendini flettono recisi i tuoi arti, la testa ferma che solo tra gli occhi distingue l'uomo che ti uccide scavando in te tutta la dorsale, espiantando fino all'ultimo dolore le parole, la frase più esatta di te intrisa di nero e blu a soffocare la morte).

martedì 2 agosto 2011

Riempire

Amalgama d'agosto. Concentrazione di eventi culinari da gustare a cocco in gola sulle spiagge sabbiose. Luglio e agosto a mangiare nelle 10.000 sagre in cui perdere forma in un'improbabile genuinità. Passati i tempi in cui intere famiglie e ristoratori univano le forze per cuocere alle feste negli stand fumosi  tonnellate di ravioli, ripieni, patate, rane, pesciolini, melanzane e calamari in un tripudio di pentoloni bollenti, padelle giganti, porchette vaganti, praterie di pizza con salsicce in file ondulate come fiumi a solcare tomato e mozzarelle di bufala etichetta. Passo di lì e mi siedo su panca verdino sporchina di strofinaccio umido usato giallo scuro a striate marron. E' tutto finto anche la fame è sola gola. Cinque krapfen col buco e zucchero, cinque con zucchero e dentro la crema e altri sette con il cioccolato che cola. La bancarella dei dolci e del torrone. Il croccante, fantastico! Nocciole e mandorle, bello scuro e tachigno, duro e morbido, te lo vendono a tranci troppo piccoli, se vuoi già coi molari e gli incisivi attaccati così per stavolta non ci (ri)metti i tuoi.
I dolci sono finti estratti da scatole anonime bianche provenienza spagna caltanisetta fumeri francia seul. I bambini piangono e cagano mentre mangi le patatine scongelate che nessuno taglia piu' a fette di pappa di patate. Una mamma con tre figli piccoli a strascico incontra una bimba e la indica festosa ai suoi urlando GUARDATE CHE BELLA BAMBINA!
Verso 7 pm sotto le panche, negli angoli accanto agli stand, la rumenta comincia a svolazzare per strada e ad accumularsi in piena e anomala varietà di banane lunghe e patatine un morso di krapfen alla crema il ciungai piu' quello attaccato a una pantofola con dentro fazzolettini di carta in disuso certo incatramati di croccante e ricco muco d'infante o cacca distolta l'attenzione della friggitrice emiliana d'angolo. Le salsicce aperte in due e cotte alla griglia coi lunghi segni neri e i wurstel in due ad arrostire, i crauti veri sistemati da finti cotti tutti uguali sotto le stagnole sopra contenenti di carta plasticata o plastiche alla nuova Ikea che made in Italy sorprende  tolga il legno e favorisca l'unto petrolio a riempire di giochi la stanzetta del figlio prima che muoia da sub in una sceneggiatura.
Coi piedi sul sedile e scarpe da tennis sul fondo del bus piene di forma di piede e della sua puzza esagerata come l'ascella e l'alito o la scoreggia che contamina gas per strada l'ascensore o in coda o fermo allo stand che scegli che schifo e passi e molli anche tu sorriso tra i denti ripari i distratti che non ci ripensano.
Da schifo ritorna l'unguento serale una noia mortale un niente camuffato da incontri. Riempire di piscio un water piccolo.

lunedì 1 agosto 2011

Maledetta estate

Maledetta estate. I programmi estivi. Le vacanze, i palinsesti ripieni di passato per consolare i nuovi vecchi. Estate e musica e teatro. All'aperto, di sera e al tramonto. Revival totale, i soliti nomi senza piu' smalto e novità. Vecchi musicisti riciclati vengono pagati per ricordare come eravamo belli, incazzati e giovani. Cantautori da decenni, mai venduto un disco ma pieni di premi della critica, celebrati nelle serate estive con annessi bar per dissetare e incontrare qualcuno e usar da cesso. Foche in mutande e stambecchi feriti si accalcano in coda e pagano per riascoltare voci passate che fanno tanto popolare. Il coraggio culturale delle amministrazioni pubbliche è mettere insieme un programma estivo all'insegna del banale del saputo del solito dell'acqua sporca della totale assenza di novità, della sistematica esclusione di ogni nuovo personaggio che porti nuova linfa, che si assuma un rischio nel proporre altri suoni altre letture. Bisogna ribadire l'uguale come a teatro e ignorare sempre tutto quanto interessi solo poche decine di persone. Così il piattume si fa uniforme, si allarga e conquista nuovi ceti, nuovi giovani che proprio non conoscono altre vie culturali perchè precluse a tavolino da un potere imbecille e ignorante che non seduce e non incanta ma solo propina ogni maledetta estate la solita solfa per stare insieme per forza, la notte in piedi a saltare per forza, le foto su facebook per forza, una tetta due tette per forza, sempre piu' ggiovani, sempre piu' truccati, con sempre meno vocaboli, concetti, fantasie, elucubrazioni, sogni... Insomma rivoluzioni!

mercoledì 16 marzo 2011

Notturno

Un cielo scurissimo, un maltempo persistente. Naviga silente un piroscafo e quel tetto blu balugina attraente a fronte mare. Invece che alzarmi premo di piu' la faccia sul suo cuscino sotto il mio. Cerco fresco e mi sposto spesso. Di notte quando entro a letto e la trovo dal mio lato mi viene carogna. Adoro entrare solo e sdraiarmi ben largo e scoperto. Poi avvicinarsi è naturale, sfiorarti inevitabile. Ti sveglio anche un po', basta a sentire che dormi. O nel silenzio assoluto che mi dico è morta o russi bene e batto le mani o clicco due dita. Mentre a dormire tamburello sulla testata del letto e guardo le cifre della sveglia sul soffitto e le righe delle persiane. La pioggia ricade da giorni e fa sentire piu' al caldo e dolce la nostra cuccia. Noi non stringiamo, non premiamo. Ci alziamo a caso uno per parte senza mai scavalcare ed è difficile che uno legga e tenga accesa la abatjour, c'è molto rispetto per questo. E' sempre chiaro di notte, le persiane lasciano molta luce dai lampioni. Guardo dalla finestra l'acqua che scorre in strada e piu' lontano il muro che dà sul mare. Fa quasi freddo. Sul tetto blu sei riflessa a mezzo cranio distesa. Tra il collo e una mano due gabbiani stretti e fermi sul vetro. Se riapro vedo meglio gli altri gabbiani fermi e zitti. Il cielo resta nero e piove sempre. Anche a letto da vicino sento goccioline ticchettare e passo le dita sul legno che è fresco.

martedì 18 gennaio 2011

Gramsci in porno

Ma è possibile che da un anno ogni volta che passo in via Gramsci davanti all'edicola posta sulla destra verso Principe devo mirare due mega poster dedicati uno a Moana Pozzi e l'altro a Rocco Siffredi, note pornostar? I due poster sono grandi, di ottima fattura e dietro vetro pubblicizzano i film e la produzione dei due fantastici artisti che portano piu' alta la fama culturale italiana nel mondo. Chiedo perchè un giornalaio possa decidere vincolante un oggetto di arredo urbano a proprio uso e guadagno. Non so il giro di DVD che i manifesti gli procurano ma mi auguro che il Comune di Genova gli chieda una donazione per riparare asfalti o un'edicola votiva. Innegabile il piacere indotto da un rapporto orale o dall'abilità di un buon sventrapapere (scherzava Benigni in TV): Rocco e Moana hanno saputo trasformare il cinema porno in qualcosa di commercialmente piu' organizzato e remunerativo, politicamente rispettoso della nuova identità femminile quando sceglie di vendersi a zolle.
Non questo è il punto. Io passeggio per la mia città e sul mondo a casaccio e voglio che almeno i manifesti cadano piu' spesso delle foglie.

venerdì 14 gennaio 2011

BMS

Nulla invecchiando ci viene risparmiato anche su questioni definite "leggère". Ma tu guarda se pure questa dovevo vedere: il "mio" mitico unico inarrivato "Banco del Mutuo Soccorso" in TV su Rai3 sul palchetto degli stacchetti musicali, alla corte della pur brava Dandini!!! "Licenzioso e inaccettabile" diceva anni fa Famiglia Cristiana dei film comunisti: adesso lo slogan è mio! Due superstiti del gruppo musicale che ha creato, insieme ad altre band valorose, il progressive italiano negli anni 70, quando ancora all'Alcione di Genova ricordo un mare di gente sedeva ovunque sotto le note del Canto nomade intonato da Francesco Di Giacomo tramortiti da una fitta nebbia di "fumo" democraticamente condiviso con 3 villici di Pedemonte che avevano avuto un nastro tdk poi consumato sul K7 con la registrazione di tutto il primo album con la copertina a salvadanaio fuori misura per ogni libreria e solo oggi dopo 40 anni ristampato in Lp proprio qui a Genova su licenza Sony e fuori catalogo in versione giapponese da 50 euro a pezzo con riproduzione in miniatura della mitica cover in cartoncino poco piu' grande di un normale CD e pur'essa fuori misura per lo scaffale.
La musica del gruppo era fantastica e i musicisti tutti preparati. L'aria musicale unisce in un rock controllato e scritto, sapori italiani anglosassoni ed europei, jazz, pop e folk. Su tutto la voce inimitata del cantante, il piano e le chitarre dei Nocenzi! Tra l'altro, ieri sera in TV, il tastierista è ora molto più grasso del barbuto vocalist che del suo fisico aveva fatto quasi un sottosimbolo del gruppo! E lo so che il brano "750.000 anni fa l'amore" mi ha commosso ma solo per come me la ricordavo addosso, mentre era completamente decontestualizzato dalla tramissione e dall'album Darwin, una robusta suite tematica. Non puo' dire la Dandini: ecco un "lento" del Banco a "Parla con me"!!!
Elio/Tese ci stanno bene come la Osiris: trattasi di bande musicalmente ferrate, certo piu' eclettiche e moderne, cabaret e piccolo club. "Traccia" del Banco non puo' fare, così, a freddo, da "stacchetto" intra-ospite alla Dandini perchè dopo 40 anni è consegnata alla storia nel disco ove è nata. Il Banco doveva semmai essere ospite sul divano della Dandini.
Altra cosa. Italia non riconosce i suoi valori e non legge la Storia musicale. Sono decenni purtroppo che il Banco non vive piu' da protagonista musicale. Non sono i soli e i motivi troppi adesso da analizzare. Spero solo di non sentire prossimamente"stacchetti musicali in TV" dalle Orme, dei Deep Purple, Dylan della PFM magari con Pagani e via distruggendo miti e passioni, storia e bellezza, ricordi e professione per 2 minuti di gloria e 4 soldi spiando un avventuroso rilancio commerciale. Oppure a Sanremo vedremo "nuovi" Super gruppi con tastiere Stormy six, basso New trolls, canto Banco ecc. Non sappiamo rivalutare e premiare e mantenere il nostro passato tale quale è nato: invece che sostenere e produrre un rientro mirato in poche date magari in teatro gettiamo tutto nella centrifuga televisiva. Da Genova i New Trolls hanno tentato un rientro nazionale di tutto rispetto. Ma pochi mesi dopo De Scalzi ha aperto un ristorante tipico e già me lo vedo venirti a cantare "Miniera" al tavolo mentre deglutisci tipici ravioli. Sorta di Rocky locale con foto autografate ad un passo dai Trilli.
Non c'è rispetto per la professione culturale e non ci sono fondi e strutture per mantenere in piedi un rispettabile edificio culturale ove ognuno per quanto ha dato possa essere ancora riconosciuto tale. Per fare questo dovremmo bruciare x.factor ecc e di piu', Pupo e Co e poi tutti quei "cantanti" che invecchiano in radio e TV pagati dal ns abbonamento e tributo pubblicitario, per costruire il granitico, monocorde, obbligatorio, corrotto palinsesto musicale della nostra vita e vecchiaia da altri deciso e selezionato, formato solo da alcuni personaggi plastificati e imparruccati ma sicuri e consoni al regime.
Per il resto, non è vietato a Dylan esibirsi con Young a Scarpino: basterebbe non confondere le cose.

giovedì 23 dicembre 2010

Amore malato

L'amore per la malattia deriva dall'invidia. Sono malato da mesi, ho bisogno di cure mediche, frequento dottori, ospedali, mi prendono sangue e manipolano e tu non hai niente.
Mi ricoverano per mesi, esco e mi riammalo, c'è da chiamare il dottore, ritirare le medicine in farmacia, a volte c'è da farsele anticipare senza ricetta con la gentilezza di un pensierino a Natale. Lo stipo dev'essere sempre colmo di medicine e la voglia di essere sani deve stare ben lontana dalle pareti della nostra casa dove tu entri esci corri organizzi telefoni e prenoti ma non ti ammali mai.
Sogni un vortice a caduta in cui i nostri corpi si rincorrono e alternano tra garze e bende e letti d'ospedale, pomate, galassie di pastiglie colorate smisurate sminuzzate e termometri cateteri su carte di analisi e responsi così medici e infermieri sale d'aspetto e parenti, fiori e letture, lenzuola pitali mutande a folate di vento sempre piu' forti, esigenti, cariche in vortice verso cadute, sciame di ossa e ferite tra lumi e nottate pianti e silenzi le urla i resalti la terra rasenta sul colpo finale...
ORA! Di striscio lo schianto per terra, lo sfascio di tutto, le urla e lo strazio tra sangue e dolore l'acuto sudore puzza d'amore strisciato tra il siero e la merda, cartelle tubi da flebo....
Tutto tutto tutto tutto tutto tutto sfracellato a terra pezzi dei nostri corpi distrutti.


Piaghe

Verifica quante cose hai messo a posto in questo giorni. Fallo. Datti una determinazione e comincia adagio e piano a togliere i pezzi allocati, posali sul piano e ricolloca tutto in modo diverso un po' gettando un po' trasferendo un po' rimesso al suo posto con l'aggiunta di altri simili che liberano altrui fruttuoso nuovo spazio altrove.
Utile il sistema in casa per ritirare la mia occupazione suolo dagli armadi e cassetti. Ho cercato di accorpare trasferire ridurre e gettare e ho liberato un cassetto, un ripiano, altri 2 ripiani e voglio proseguire. Conta in una convivenza trovare equilibrio e proporzione. Essere invasivi altera il rapporto nei pesi e misure e i tratti amorosi ne risentono.
Prova a stare in stanza di gente senza parlare. Prova a mantenere sinceri un lieve sorriso e alcuni monosillabi ma non iniziare discorsi, non ti schierare, non cercare l'effetto e il centro del palco. Prova a stare lì, seduto in piedi nel riquadro. Rilassati e non competere, non fare sforzi e gesti che non servono.
"Cosa ho fatto Signor? Cosa ho fatto? Mi domando Signor, cosa ho fatto? Non rispondi Signor, non rispondi? Dove sei mio Signor, dove sei? (...)" A gospel.

Paolis

Paolis
Uomo di gatta

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