Abito qui e sotto casa la strada è asfalto con macchine e moto posteggiate.
Sopra tutto questo regna il piscio di cane. L'asfalto è coperto da striature piu' o meno vaste e piu' o meno scure che dall'alto sembrano ventagli e piume di pavone grigio. Ma è la puzza la meraviglia. E il fatto che alcuni proprietari stanno ai piani bassi e quindi se sniffo io al sesto chissà come si respira bene laggiu'.
Ogni tanto qualche pupu, come dicono adesso in pubblicità, consente di lordare variamente il sotto delle infradito, pezzature variabili su cui allenare mani con carta ghiaia sabbia gradini di altri palazzi salviette zerbini dei vicini antipatici.
La merda non va mai via. L'ideale è la terra ma se la becchi con il carrormato delle scarpe da tennis c'hai da divertirti col nuovo gioco Un labirinto pieno di merda. Devi andare di bacchetti, pezzi di carta e tempo libero.
Spesso il padrone assume la sua responsabilità sociale e prende in mano il caldo reso del suo amore e lo depone dentro il bidone. Senza la paletta fai prima, farei così anch'io ma c'è di piu'. Alcuni girano con la paletta e il sacchetto ma poi non lo adoperano complici il tempo buio, non si vede nessuno in giro, quelli da una finestra tanto non parlano, chi vuoi che ci noti me e Ciro tutta la mia vita ora che mia moglie è morta.
Tocca il pesce e strappa le interiora, incolla la caccola col filamento sotto il banco, gratta l'ano e odora, scoreggia, odora la tua e confrontala con quella di altri in ascensore, pulisci la merda dallo sciacquone o lascia la striscia e chiudi il bagno, ridi, scavalca il topo esploso sul marciapiede, il piccione, il gatto investito, il ragazzo esploso da bomba, infila un braccio nel suo ventre nel tentativo di salvare almeno il bambino, frusti a sangue, ve la fate addosso, ti pisci addosso e non te accorgi piu' e riempi pannoloni che ripiegano e lanciano nei sacchetti aperti dai cani randagi o bruciano tra pelle unghie latte tranci di piaga ossa di costolette garza da pus.
L'orrore dello schifo coperto dai profumi.
Siamo onesti, è la puzza della strada, quella che attraversa e taglia le città cimiteri di carne, città che sono rifiuti, fogne, liquido seminale, mollezze in dildo, canne mozzate, cicche, l'ingorgo di macchine, siringhe mezzo sangue, feti abbrustoliti. La bella puzza dei vicoli, inondati di piscio tra noi e bestie e poi detergenti polegrina e luci azzurre antivene piene di rumenta.
Sono bottiglie di birra che rotolano agli angoli, sorrisi di puttana, labbra disegnate a Frocio che battono le notti a memoria senza quel cazzo di De Andre' attaccato a culo.
E' mio il culo ogni notte, qui, in via del campo.